Viaggio in Israele. Cartoline da Tel Aviv

So che può sembrare strano, ma non mi ero mai resa conto di quanto Israele significasse Medio Oriente. Eppure basta prendere una semplice mappa geografica per accorgersi di come questa striscia di terra così piccola e problematica sia perfettamente incastonata tra i confini di Egitto, Libano, Giordania e Siria.

Quattro ore di volo da Milano e le ali di EasyJet mi hanno portata direttamente sulla pista di atterraggio dell’aeroporto di Ben Gurion per permettere al mio viaggio in Terra Santa di iniziare a sorprendermi.
Se ci si dovesse basare solo sulle notizie che arrivano dai media, Israele sarebbe una meta da eliminare dalla propria mappa dei desideri; primo nella classifica dei paesi più miltarizzati al mondo, insicuro, costantemente in guerra e guidato da un governo che adotta politiche che violano i diritti umani.
Eppure erano anni che desideravo trovarmi in carne e ossa tra i suoi confini e finalmente il mio spirito da Lazy Trotter mi ha condotta fino al cuore di Tel Aviv.

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Dicono che Tel Aviv sia una città brutta piena di angoli bellissimi. In effetti il centro con i suoi boulevard alberati non rende giustizia a questa capitale che, invece, merita di essere scoperta poco a poco. I palazzi sono asettici, privi di personalità; riflesso di un paese giovane che ha bisogno di crescere senza concedersi il lusso di soffermarsi sullo stile. Per apprezzare a pieno la bellezza di Tel Aviv bisogna esplorarla lentamente, permettendo ai suoi dettagli di infiltrarsi lungo il nostro percorso e di sedurci a suon di vecchie botteghe,street art, mercati, bellezza decadente e del sussurro del mare.israele, viaggio in israele, the lazy trotter, lazy trotter, thelazytrotter
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Neve Tzedek è il quartiere più hip di Tel Aviv; con i suoi café all’aperto, i suoi studi di yoga, i suoi graffiti e un susseguirsi di boutique di design ho avuto l’impressione di essere stata trasportata tra le vie di New Town e Paddington a Sydney.
L’atmosfera nell’aria è calma, rilassata. Persino pacifica. La vita nel mercato vicino scorre frenetica tra chiassosi venditori di frutta, spezie, tè, fiori, biancheria per la casa, carne, pesce, dolci e inutili cianfrusaglie made in China. Il mar mediterraneo accarezza la costa, regalando a questa città la possibilità di affondare i piedi nella sabbia.

israele, viaggio in israele, the lazy trotter, lazy trotter, thelazytrotterA rompere l’atmosfera pseudo occidentale che regna tra le strade del centro di Tel Aviv ci pensa Giaffa, il quartiere arabo, che ti riporta dritto dritto con il dito puntato verso il Medio Oriente. Qui la voce del muezzin rimbomba puntuale cinque volte al giorno richiamando i fedeli alla preghiera. Le scritte sono in arabo, per strada si parla arabo e ci si saluta a suon di salam aleikum. 

Non perdetevi per niente al mondo una capatina nel suo flea market, dove venditori dalla barba lunga proveranno a propinarvi cianfrusaglie e antichità. Da bravi terroni, se c’è una cosa che gli arabi sanno fare bene è mangiare, quindi non dimenticate neppure di fare il pieno di calorie. Io sono letteralmente uscita pazza per il knafeh, un dolce tipico libanese preparato con pasta kadaif e formaggio bianco. Una roba da uscire fuori di testa, credetemi.

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Viaggiare da sola in Israele 
Questa volta ho viaggiato in solitaria solo durante i miei spostamenti: ad accogliermi a Tel Aviv c’erano alcuni amici meravigliosi conosciuti durante uno dei miei viaggi in Thailandia.

Tuttavia una donna che viaggia da sola a Tel Aviv può dormire sogni tranquilli e camminare per strada in tutta serenità.
L’unico problema può sussistere in aeroporto; una donna che viaggia da sola, che ci crediate o meno, viene vista come un potenziale soggetto pericoloso. Io sono stata sottoposta a dei controlli extra e, avendo sul mio passaporto i timbri di paesi musulmani quali Indonesia e Malesia, la mia valigia è strata trattenuta e l’ho ricevuta dopo ben tre giorni!

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