Fossi un uomo avrei il pisello enorme

È da un po’ che una serie di pensieri svolazzano nella mia testa generando un ronzio che faccio fatica a ignorare. Sono tornata dal Guatemala da sei mesi ormai e, passato l’entusiasmo iniziale da comodità occidentali, il mio “rientro in società” inizia a starmi un po’ stretto. È l’energia della città, e nello specifico di una città come Milano, a rendermi aggressiva.

Me ne rendo conto nella mia quotidianità trascorsa con gli occhi perennemente attenti a controllare l’orario, come se non ci fosse mai abbastanza tempo e la vita fosse stata creata per essere vissuta di fretta. Come se fosse normale farsi strada tra decine e decine di persone che non conosciamo ma che non sopportiamo semplicemente perché esistono. Intralciano il nostro spazio, respirano la nostra stessa aria, condividono il nostro stesso vagone sulla metropolitana, a volte si permettono persino di fare la fila alla nostra stessa cassa al supermercato. Per non parlare di quando parcheggiano la macchina proprio in quel posto che avevamo visto prima noi. Da non crederci.

thelazytrotter, cristinabuonerba, milanoIeri mattina sono andata con una mia amica a fare un giro a Piazzale Cuoco dove la domenica prende vita un mercatino gipsy punk dove vendono veramente di tutto. Sebbene si tratti di un posto famoso per non essere frequentato da gentlemen e lord inglesi, mi è bastata una manciata di secondi per farmi ribollire il sangue nelle vene. E non mi riferisco alle persone che ti spingono, alla calca e ai venditori ambulanti, ma al fatto che due ragazze che vanno in giro devono dare per scontato che prima o poi, anche solo per qualche secondo, verranno importunate.

Un susseguirsi di uomini ci sono passati accanto abbozzando complimenti senza senso fino a quando non è arrivato lui, il mio preferito in assoluto. Lui che nel giro di pochi istanti è stato in grado di farmi venire la nausea e farmi provare ribrezzo e tristezza. Lui, che si è avvicinato a noi con il petto gonfio di ego e di quel modo di fare di chi ha un corpo grande e grosso ma un animo (e sicuramente anche un pisello) piccolo piccolo. Lui, che dopo aver capito che da parte nostra non avrebbe ricevuto neppure uno sguardo non solo ci ha etichettate come “**** di merda” (la prima parola è  rimasta indecifrata), ma ha dimostrato il proprio malumore con un bello sputo per terra a pochi centimetri dalla mia scarpa.

thelazytrotter, cristinabuonerba, milano

Forse siamo tutti impazziti e non ce ne rendiamo conto. Forse arriveremo al punto in cui sputarci addosso sarà visto come un gesto normale, un po’ come mandarci a quel paese per strada. Forse abbiamo perso il contatto con la realtà ed è arrivato il momento di fermarci un attimo per osservarci con occhi distaccati. Come reagire in questi casi? Mettersi a fare un casino della madonna con il rischio di generare maggiore tensione o provare a lasciare stare nonostante le tue budella siano attorcigliate e la tua dignità di donna e di essere umano sia stata sputata e calpestata da uno sconosciuto?

Guardarlo con un misto tra ribrezzo, distacco ma anche perdono. Perché è solo attraverso il perdono immediato che si possono superare queste situazioni. Perché l’odio genera odio e l’unica alternativa possibile in quel momento sarebbe stata riempirlo di botte fino a perdere la sensibilità di braccia e gambe, ma poi non avrei fatto altro che diventare la versione peggiore di lui (e di me). E io sono differente. Fossi uomo avrei il pisello enorme, altroché.

thelazytrotter, cristinabuonerba, milano

2 Discussions on
“Fossi un uomo avrei il pisello enorme”
  • My Lazy, sai perché nell’antichità classica le statue delli MASCHI avevano il pisello piccolo? Because per i greci, un uomo troppo virile non era un gran ché. Per loro, un uomo non in grado di controllare la propria mascolinità e testosterone era uno sfigato.
    Il saggio, cioè il gran figo di turno, era quello in grado di essere meno virile, se necessario.
    Tant’è che i fauni, personaggi ridicoli e cattivi, erano quelli in perenne erezione.
    Ah, che amore questi greci antichi. La mia primogenita quando arriverà si chiamerà di certo Sofia.
    Il punto è, my Lazy, che questi machi de mercatu che si trovano in giro non sono che gli ultimi colpi di coda di un mostro (il patriarcato) destinato e perire. Piccoli uomini povere vittime degli stereotipi che si sono creati intorno ce ne sono ancora molti, ma destinati, per fortuna, a sparire.
    Perdonali e soffri per loro, come faccio io appena mi scende il livello di nazismo.

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