Imparare a dire no (grazie) senza sentirci in dovere di giustificarci

Per quanto possa sembrare strano, imparare a dire no non è così semplice. È da un po’ di tempo che le mie consuete seghe mentali post cena puntano verso questa direzione e posso affermare con (quasi) assoluta certezza che, alla luce dei miei trent’anni e mezzo, mi ritenengo abbastanza soddisfatta da questo punto di vista.

Imparare a dire no non significa solo declinare una proposta o un invito, ma piuttosto essere consapevoli della nostra persona e di cosa vogliamo in quel preciso momento. E per imparare a dire no non mi riferisco a mandare a quel paese amici, compagni o familiari che ci chiedono dei favori o consigli pratici (superare i propri limiti per aiutare le persone a cui vogliamo bene è una grande dimostrazione d’amore), ma piuttosto a non metterci in situazioni in cui non vogliamo metterci solo perché abbiamo timore o vergogna a tirarci indietro.

Considerando che le mie seghe mentali hanno molto più senso quando rimangono circoscritte tra le pareti della mia mente (è incredibile come un pensiero non pronunciato possa apparire geniale, mentre poi quando viene messo nero su bianco si dimostra una stronzata netta), proverò a fornire una spiegazione più pratica del mio pensiero (ecco, se non volete leggerlo questo è il momento giusto per imparare a dire no: chiudere questa pagina senza avere la paranoia di dovervi giustificare per averlo fatto. Se, invece, siete curiosi, beh accomodatevi pure nella mia mente: c’è un sacco di spazio😜).
Imparare a dire no, the lazy trotter, thelazytrotterRicordo ancora le pillole di saggezza di mia nonna – napoletana doc trasferitasi per amore prima a Gallipoli e in seguito nella grande metropoli di Lecce; una donna straordinaria, un fiume in piena di amore, olio di oliva e lacca per capelli – continuava a ripetermi: “con un sì ti spicci e con un no ti impicci”. Verissimo. Il sì è un’affermazione positiva, una porta che si apre permettendo a un elemento terzo di entrare nella nostra sfera. Ma cosa succede se quell’elemento in questione non lo vogliamo ma lo accogliamo solo perché non riusciamo a imparare a dire no? Anche se in minima parte, così facendo stiamo tradendo la nostra persona. Stiamo accogliendo qualcosa che non vorremmo facendo buon viso a cattivo gioco perché in quel momento un sì ci appare come la soluzione più rapida e più indolore ma non di certo quella più giusta per noi.

Ricordo ancora quando, fino a qualche anno fa, mi capitava di conoscere qualcuno che dimostrava interesse nei miei confronti e, se si rendeva conto di non essere ricambiato, mi chiedeva: “sei fidanzata?” (come se fosse l’unica spiegazione plausibile a giustificare un mio rifiuto) e io nella maggior parte dei casi rispondevo di sì, magari anche mentendo, ma assicurandomi così una sorta di via d’uscita imbattibile. 

Adesso non la vedo più in questo modo. Anzi. Se la mia risposta è no, vuol dire che è no. Punto. Non ho bisogno di giustificarmi se non ne ho voglia o se ritengo che non sia necessario. Il classico pensiero “sì, ma come glielo spiego?”, oppure “sì, ma mi sembrava brutto dire di no in quel momento” non solo ci fa sentire in dovere di accettare qualcosa che non vorremmo, ma anche di dover giustificare il motivo per cui non la vorremmo. Imparare a dire no, the lazy trotter, thelazytrotterUna doppia forzatura, quindi. Se non voglio non voglio, punto e basta. Ringrazio, sorrido e declino l’offerta. Se non provo interesse per una persona non significa che debba essere fidanzata o quant’altro. È semplicemente no perché no. Se vengo fermata per strada perché qualcuno vuole propormi un’offerta commerciale non ho bisogno di mentire dicendo “no, grazie vado di fretta”, o “magari un’altra volta” e tutte quelle frasi di circostanza che pronunciamo sapendo di mentire.

Abbiamo tutto il diritto di non giustificarci. Viviamo in una realtà che ci bombarda costantemente di informazioni, proposte e chi più ne ha più ne metta e se non solleviamo delle piccole barriere – impercettibili e sempre accompagnate da una buona dose di gentilezza: stiamo cercando di essere sicure di quello che vogliamo, non di apparire come delle stronze bioniche – il nostro cervello rischia di andare in pappa e continuiamo ad assorbire energie negative che avremmo bisogno poi di eliminare in un secondo momento.

Esempio pratico: proprio oggi mentre ero all’aeroporto mi si è avvicinata una ragazza che provava a vendermi qualcosa. La mia prima risposta è stata “No, grazie” accompagnata da un sorriso. Gentile lei, gentile io. Quando, però, ha continuato a insistere seguendomi e a ripetendo la stessa frase, al posto di giustificarmi dicendo “scusami vado di fretta” ho semplicemente ripetuto le stesse paroline magiche accompagnate da uno sguardo semi killer: “no (pausa di 2 secondi) grazie”. Se qualcuno si addentra nella mia sfera senza che io voglia che succeda è perché io glielo sto permettendo.

Imparare a dire no non è facile, ma a volte è necessario💪.

 

11 Discussions on
“Imparare a dire no (grazie) senza sentirci in dovere di giustificarci”
  • quando rispondo “no, grazie” sorriso. E poi “no. pausa. grazie. pausa” sorriso poi la gente mi dice che sono ASCARA. anche il mio ragazzo (vabbè, ma lui è un buono cronico, incapace di dire di no per un difetto di programmazione).

  • Tu non hai idea di quanto io stia cercando di lavorare su questa cosa! L’apice l’ho raggiunto quando in crociera ho vinto un massaggio nella spa di bordo! Che culo!!! Nel corso della crociera prenoto quindi questo massaggio, saluto mio marito che rimane in cabina…hi hi…e mi avvio verso la spa! Messaggio bellissimo, veramente ben fatto, in una cabina super lusso vista mare! Tutto fantastico dirai…Si fino a che la tipa del massaggio non comincia a fare domande sulla mia salute e io rispondo sinceramente parlando dei miei problemi alla schiena! Risultato 5 minuti dopo stavo acquistando un gel e un olio per massaggi che non avevo assolutamente nessuna intenzione di comprare! Ti assicuro che non sono una sprovveduta e nemmeno una che ha 100 euro da buttare! Sono tornata in cabina da mio marito avvilitissima…da quella volta ho detto, ora basta!!! Non sono ancora perfetta…ma sto facendo progressi! Scusa sn andata lunga 😉

    • Gia’ ti immagino super rilassata su quel lettino… anche io penso che non sarei stata in grado di dire di no in quel contesto!!! Alla fine vedilo come un investimento: hai speso 100 euro (adesso te lo devi anche bere quell’olio!) per prenderti cura di te e per imparare che la prossima volta dovrai fare maggior leva sul tuo istinto e dire di no grazie anche se sei tutta unta e rilassata!! 🙂

  • Per me è difficile dire di no quando qualcuno mi chiede un favore…anche solo quando magari mia madre o un parente o amico mi chiede di fare qualcosa ho sempre paura che con un no ci rimarrebbero male e spesso rinuncio ai miei bisogni per trovare il tempo per loro…

    • Secondo me per quanto riguarda i nostri amici e parenti la questione diventa piu’ complessa. A volte e’ necessario fare un passo indietro per andare incontro alle necessita’ di chi amiamo. Ma serve anche ascoltare e rispettare quelle che sono le nostre necessita’… e se per noi e’ un no, abbiamo tutto il diritto di dirlo ad alta voce! (mia madre non sarebbe asssssssssolutamente d’accordo con queste mie parole eheheh)

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