Il tempo come regalo assoluto

[Appunti di una conversazione con il mio amico Arun, giovane proprietario della guest house dove dormivo a Pokhara, Nepal]

Seduti sui gradini del grande giardino che fa da cornice alla guest house, Arun inizia a svelarsi senza troppi misteri. Mi racconta dei suoi anni di università trascorsi a Londra studiando ingegneria informatica, del suo sentimento di attrazione e conflitto verso l’occidente. Sono incantata dal modo frenetico in cui gesticola. Mani scure danzano nell’aria seguendo il ritmo dei suoi pensieri. Non posso fare a meno di sorridere mentre lo osservo: il mio nuovo amico è la versione nepalese di Woody Allen. Figata. Incredulo dal fatto che una donna possa viaggiare da sola, mi chiede come mai non sia sposata e, inevitabilmente, finiamo a parlare di amore. Arun, timido e impacciato, mi confessa di non aver mai neppure baciato una ragazza.

“Quanti anni hai?”
“23” risponde. “So a cosa stai pensando, ma per me è diverso”
“Non sto pensando nulla” – ribatto sincera.
“Io credo nei matrimoni combinati. Sono convinto che siano una formula vincente: per questo motivo mi sto conservando per la donna che diventerà mia moglie”.

Considerando che il mio nuovo amico ha vissuto quattro anni in una giungla chiamata Londra e che, nonostante tutto, abbia saputo resistere persino alla tentazione di appoggiare le sue labbra su quelle di qualche giovane donzella, non posso fare a meno che credergli.

“Quindi tu stai aspettando che la tua famiglia scelga una valida candidata per te? Non hai voglia di essere tu a scegliere la persona con la quale trascorrerai il resto della tua vita, la madre dei tuoi figli?”
“Vedi, per noi l’amore ha un sapore diverso. In occidente provate di tutto, ma raramente riuscite a vivere qualcosa fino in fondo. Un matrimonio combinato può essere la formula vincente. Io e mia moglie impareremo ad amarci e a conoscerci. Ci adatteremo l’uno all’altra incastrando i nostri esseri”.

“E se non dovesse funzionare?”.
“A quel punto saremo già sposati ed entrambi staremo offrendo l’uno all’altra il regalo più prezioso che abbiamo a nostra disposizione: il tempo. Perché solo il tempo è il dono più importante che si possa concedere a un’altra persona. Il tempo, il nostro tempo è limitato e in qualche modo già finito. Posso regalarti una macchina ma un giorno, a seconda delle tue possibilità, potrai non averne più bisogno o avere un’altra macchina. Solo questi attimi, esattamente questi attimi che sto condividendo con te, sono unici e fisicamente irripetibili. Anche tu, adesso, con questa conversazione, mi sta regalando il tuo tempo. E io il mio a te. Capisci cosa intendo?”

Annuisco, completamente assorta dalle parole così grandi che vengono fuori da un corpo così minuto.

Quella notte ho pensato a lungo alla nostra conversazione, all’abilità di rendere compatibile con se stessi la presenza di uno sconosciuto nella propria vita motivati dal fine unico di far nascere l’amore. Alla possibilità di scambiarsi il proprio tempo come regalo assoluto.

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