Quella scomoda realtà

Realtà. Basterebbe saperla osservare per risparmiarsi ore e ore perse attorcigliandosi in inutili labirinti mentali che non portano da nessuna parte. Basterebbe attenersi ai fatti e non alla proiezione della nostra mente impazzita che marchia a fuoco i contorni di come vorremmo che andassero le cose ignorando, invece, il naturale sviluppo della realtà.

Credevo che questa volta sarebbe stato diverso. 
Con ME sarà diverso. 
Tanto prima o poi cambia.
Magari insisto e alla fine cede. 

No. Ma non un semplice no, aggiungiamo pure un croccantissimo manco col cazzo. Per quel che ho capito io, esistono due elementi fondamentali che, sfortunatamente, non vanno sempre d’accordo.

Questo tango tra conscio e inconscio viene ballato tra ego e realtà. L’ego non è altro che il nostro Super-Io, canalizzatore diretto che determina e orchestra il rapporto con la realtà, l’ambiente esterno. La vita, insomma. Ora, proviamo a semplificare l’ego come un enorme calderone del nostro essere. Un fritto misto che, tra le tante sfumature, comprende anche sicurezze e insicurezze, certezze, ambizioni, paure, vergogne e desideri. Nostri e non. Siamo presente, passato e futuro, quindi non dimentichiamo di aggiungere anche una spolveratina di legami ancestrali: non solo il rapporto con i nostri genitori, ma anche il rapporto dei nostri genitori con i loro genitori. La nostra paura di essere accettati e di accettarci, così come la nostra ingordigia di attenzioni. Shakeriamo il tutto e proiettiamolo sugli schermi del 2016, un momento storico che si nutre di social media, in cui tutto – ma proprio tutto – vale la pena essere condiviso.
Mio, mio, mio. Io, io, io. 
E il nostro ego si gonfia, si sgonfia e si rigonfia, prendendo le forme più bizzarre, contorcendosi e creando intrecci psicologici ancora più pericolosi.


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Essendo tutti noi portatori sani di ego, cosa succede quando la realtà non va di pari passo con la fantasia che la nostra mente ha tessuto con le sue abili manine da drama queen?
Succede nu casinu.
Spesso abbiamo la tendenza a trasformarci in abili prestigiatori, maestri indiscussi della finzione, adattando la realtà a come desideriamo percepirla in quel preciso momento e non, invece, a come sta prendendo forma veramente. Diventiamo… illusionisti.
Tadaaan.

henn kim, the lazy trotter, thelazytrotter,

La classica frase “a mente lucida” racchiude esattamente quello a cui mi riferisco. La realtà non è cambiata, anzi. Cosa è cambiato, piuttosto, è il modo in cui la percepiamo. Prima potevamo solo vedere, adesso – a mente lucida – siamo in grado di osservare. E quando questo succede ci riscopriamo offesi e indignati, spinti dall’urgenza di riportare in barca le redini del nostro amor proprio, sentendoci feriti per aver perso così tanto tempo dietro a qualcosa o qualcuno che tanto non sarebbe cambiato. 
Maddai?
La realtà, quella vera, quella dura e magari quella leggermente agrodolce (per non dire amara) era ed è sempre stata lì. Eravamo noi a non vederla, persi in un vortice di illusionismo e accecati da un ego che fa fatica a essere preso a schiaffi. Sarebbe bello, invece, essere in grado non solo di accettare questo schiaffo, ma saper godere di ogni minima pulsazione delle nocche che si infrangono contro il nostro volto. Imparare e ringraziare per essere stati messi da parte.

Illustrations: Henn Kim 

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4 Discussions on
“Quella scomoda realtà”
  • Mmm Mumble Mumble… E se la realtà non fosse sempre la stessa ma cambiasse a seconda di come noi ci rapportiamo a lei? Cioè, una persona fa cose che oggi non ci fanno male, domani sì. L’azione è la stessa, noi no. L’io è al centro, secondo me. Ma io non faccio testo, chè se mi si invita a cena, serve una sedia in più per lui (l’ego, intendo) 😉
    Bel blog comunque, ti followo.

  • Ottimo punto di vista. La realta’, quindi, si modifica insieme a noi, essendo noi in continua mutazione.
    Dovremmo parlarne davanti a una bottiglia di vino. Prenoto per 4? Io, tu e i nostri ego.
    Grazie 🙂 Io non solo ti followo, ma sei diventata la mia mentore. Clap clap! Nu baciu

  • Ciao e grazie per questo bellissimo blog. Ho letto quello che hai scritto e mi ci sono ritrovata….la ragazza che abbraccia il cactus….ecco a volte la cosa più difficile da superare è la risposta a un piccola, semplice domanda “Perchè?”. Perché non vedevo? Perché non capivo? Perché ho sopportato? La nostra mente è labirintica, spesso manca di lucidità. Addirittura fatichiamo a comprendere cosa è positivo per noi e cosa non lo è. Chi siamo realmente? Poi un giorno succede qualcosa e finalmente vediamo…apriamo gli occhi come bimbi stupiti. Come dici tu il segreto è cambiare punto di vista…continuamente…l’ego parla e subito dobbiamo chiederci: Ma sarà così? E se fosse un’altra cosa?
    Incredibilmente possiamo scoprire realtà di cui non avevamo neppure sospettato l’esistenza.
    Buon proseguimento e continua così!! 🙂

    • Il bello della realta’ e’ che e’ sempre stata li’. Come dici tu siamo noi a non vederla. Ci rifiutiamo. Spinti da cosa? Ognuno porta con se’ le domande che incastrano perfettamente le proprie risposte.

      Basta ascoltarsi. E rispettarsi. Sempre.

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