Slow Travel: in cosa consiste l’arte del viaggiare con calma

Avete mai sentito parlare dello slow travel? In un mondo che tende ad andare sempre troppo in fretta, stiamo pian piano imparando a concederci il lusso del tempo.

L’arte del fare le cose con calma è diventata sempre più popolare nell’universo gastronomico, basti pensare allo slow food, e adesso lo sta diventando anche in quello dei viaggi. Insomma, mentre tutto intorno a noi diventa troppo veloce, forse è arrivato il momento di fare un respiro profondo, imparare a rallentare e, soprattutto, scegliere la qualità sulla quantità.

A volte mi capita di sentire frasi del tipo “ho visto tutta l’America del Sud in 6 mesi”, o “ho visitato tutto il Sud Est Asiatico in 3 mesi”. E la mia domanda sorge spontanea…: ma cosa si riesce a vedere in così poco tempo?

Viaggiare non significa semplicemente piantare la propria bandierina con il solo fine di aumentare la lista di paesi visitati, ma piuttosto immergersi in una nuova cultura, una nuova prospettiva, una nuova terra. E di farlo sporcandosi le mani, tuffandosi con corpo e mente e, soprattutto, facendo le cose con calma.

Credere di aver visto un intero paese in una settimana sarebbe come pretendere di conoscere una persona dopo solo poche ore. Certe cose richiedono tempo. E il tempo è un dono e un lusso. Bisogna imparare a usarlo nel giusto modo.slow travel

Slow Travel: come organizzare un viaggio lento

Sebbene non tutti abbiamo la possibilità di lavorare viaggiando e di permetterci di stare a zonzo per periodi di tempo particolarmente lunghi, esistono comunque tanti metodi per sfruttare al massimo il proprio tempo a disposizione quando si viaggia, concedendoci una vacanza lenta per entrare in contatto con la vita di un luogo e cercare di assaporarne più sfumature possibili.

Programmare il Proprio Itinerario

La prima, anzi, la primissima cosa da fare per programmare le proprie vacanze in modalità slow travel consiste nell’aprire la mappa del paese o della regione che si desidera visitare ed essere onesti con sé stessi. Quanti posti vale la pena visitare senza correre il rischio di trascorrere metà del proprio tempo viaggiando da una parte all’altra?

Piuttosto che cercare di vedere più cose possibili in meno tempo possibile e tornare a casa con la mente e gli occhi pieni di informazioni, scegliere di prendersi il tempo di esplorare, scoprire, e assaporare in profondità 2 posti invece di 5. Sapete come si dice in questi casi: less is more.

Scegliere il Giusto Mezzo di Trasporto

Spesso quando si parla di slow travel si parla di turismo responsabile, e questo riguarda anche i mezzi di trasporto che si utilizzano durante il proprio viaggio. Evitare di prendere tanti aerei ma piuttosto scegliere di viaggiare con Flixbus o con qualsiasi altra compagnia di bus, preferire i treni e vedere il paesaggio che si srotola davanti ai propri occhi.

Viaggiare in macchina chiedendo al nostro GPS di evitare i tratti in autostrada, ma privilegiare i percorsi statali e secondari, magari passando di paese in paese, di villaggio in villaggio per avere la possibilità di osservare meno cemento e più vita reale.

Entrare in Contatto con la Cultura Locale

Parliamoci chiaro: quante possibilità ci sono di poter entrare in contatto con la gente del luogo se si trascorrono solo 24 o 48 ore in un posto? Ciò che rende un viaggio un’esperienza unica sono anche le persone che si incontrano durante il proprio cammino.

Trascorrere più tempo in un luogo ci regala la possibilità di conoscere più a fondo la gente locale e creare dei rapporti che possano durare pochi minuti, una notte o tutta la vita.

La prima cosa che faccio quando arrivo in un nuovo posto è imparare poche parole nella lingua locale: buongiorno, grazie, mi chiamo Cristina, tu come stai?

Semplici frasi in grado di rompere barriere e costruire nuovi ponti. Se siamo troppo timidi per trovare il coraggio di intrattenere una piccola conversazione con chi ci troviamo davanti allora sfruttiamo pure la tecnologia e tutte le App che ci permettono di conoscere nuove persone.

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Mettere da Parte la Guida Turistica

E da brava travel blogger qui lo dico e qui lo nego: vale veramente la pena andare in un posto per seguire passo passo i consigli scritti da chissà chi? E, soprattutto, vale veramente la pena visitare ogni chiesa, ogni museo e ogni monumento di un luogo?

Io personalmente sono stata a New York almeno una decina di volte e non ho mai visitato la Statua della Libertà, sono stata a Bangkok tre volte e non ho mai vistato il Tempio Bianco, e sono stata a Berlino ben due volte ma non ho mai avuto tempo di vedere la Porta di Brandeburgo.

Alle file davanti ai monumenti preferisco i mercati, o piuttosto andare alla ricerca di ristoranti, localini, quartieri alternativi e di tutti quei luoghi frequentati dalla gente del posto o non solo da turisti armati di macchinetta fotografica.

Viaggiare a Piedi

E non intendo necessariamente viaggiare a piedi da casa propria fino alla destinazione prescelta – anche se esistono tantissime persone che scelgono di trascorrere le proprie vacanze a piedi, basti pensare al Camino di Santiago, Camino di Fatima, alla Via degli Dei e altri percorsi da fare a piedi.

Piuttosto scegliere di muoversi a piedi e non con i mezzi pubblici o in taxi. Mettersi un po’ di strada sotto le scarpe, macinare chilometri su chilometri e lasciarsi sorprendere dall’inaspettato. Questo è il segreto per scoprire stradine, scorci, locali, negozietti che altrimenti non riusciremmo mai a vedere.

slow travel

Insomma, la ricetta giusta per per assaporare uno viaggio che abbia il sapore di slow travel sta nel non avere fretta, nell’esplorare ogni luogo con curiosità e con calma, come se fossimo del luogo e non semplici turisti.

 

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11 Discussions on
“Slow Travel: in cosa consiste l’arte del viaggiare con calma”
  • Sono appena tornata dalla Bulgaria con una convinzione: basta guide di viaggio con consigli su cosa devi assolutamente vedere perché, nove volte su dieci si tratta di chiese, musei, ecc. Ora non voglio sminuirne l’importanza, per carità, ma come te preferisco conoscere una città attraverso i mercati, le caffetterie, le librerie e a volte anche i negozi di alimentari, per capire cosa mangia la gente del posto.
    Ottimi consigli 🙂

    • Sono d’accordo con te, Silvia! A volte ci sono dei monumenti che bisogna assolutamente vedere per imparare e riempirsi gli occhi di arte, ma per il resto tifo a favore di quei dettagli che danno forma alla vita vera di chi vive veramente in un luogo! Viaggiamo piano, sempre! Un abbraccio

  • Ho lasciato in libreria tutte le guide di viaggio da quando ho lasciato Milano. Tornando in Puglia capivo che i miei pur amatissimi e bellissimi week end veloci e low cost in ogni capitale europea sarebbero diventati difficili. Vivere in una terra dove non si passa per caso ma si arriva “con dolo” e senza attenuanti ti fa capire da subito che i tempi del viaggio (come quelli di vita) non saranno più gli stessi. Anche camminare molto a piedi e senza una meta è una cosa che amo fare. “ma non abbiamo ancora visto quel museo!!” dice una parte di me. “e sti cazzi” risponde l’altra.
    E poi… dormire nei parchi. Per me nulla mi fa sentire di più il respiro di un posto che riposare in un parco di no matter where. Ma tu che sei trotter ma pure lezy mi capirai.

    • Ti capisco e come! Piedi scalzi e l’odore dell’erba, e quella liberta’ di potersi concedere un po’ di tempo per se stessi e del relax senza avere l’ansia di vedere per forza tutto!! Mi piacciono le due parti di te che dialogano tra un “dobbiamo andare di la’ e uno sti cazzi”. Il mix perfetto!

  • Ho scritto un articolo qualche tempo fa, proprio sul viaggiare camminando. È un’esperienza sensoriale su tutti i fronti. Ogni senso è coinvolto, grazie a questo andare slowly! Bell’articolo.
    Liz

    • Grazie Liz, a volte ho la sensazione che andare con calma sia diventato un vero e proprio lusso! Sono una grande camminatrice quando sono in viaggio, ma mi piacerebbe fare anche un cammino lungo, schiena permettendo! Mi piace l’idea che ogni senso sia coinvolto, sono d’accordo con te: va proprio in questo modo. Un abbraccio!

  • Effettivamente dici bene quando scrivi che dobbiamo imparare a concederci il lusso del tempo. Sembra una cosa stupida ma non lo è!
    Concordo anche sul fatto di non seguire in tutto e per tutto la guida turistica ma farsi guidare dal proprio spirito di curiosità ed intuizione 🙂
    La fretta è una cattiva consigliera! – Paolo

    • Sono d’accordo con te: la fretta e’ una cattiva consigliera in tutti gli ambiti, anche in quello dei viaggi! Molto meglio concederci il nostro tempo e il lusso di esplorare cosa vogliamo, lontano da tutti i consigli delle guide turistiche!

  • anche a me piace visitare “la vita reale” quando vado in giro, al posto dei musei, dei luoghi rinomati pieni di turisti e di attrazioni banali; e un ottimo modo magari per conoscere persone con cui vivere la realtà può essere quello di scrivere sul sito couchsurfing prima di partire.
    P.s. occhio che hai scritto “mettere da parte DA guida turistica” in uno dei titoli 😉

  • Meno male che qualcuno la pensa come me! 😉
    Divento sempre più insofferente alla fretta, a questa tendenza di viaggiare “col cronometro”, la mania del contare quanti paesi si visitano. Insomma, come giustamente scrivi tu, bisogna prediligere la qualità alla quantità.
    Le persone si stupiscono se dici loro che sei stata in un posto e non hai visto il monumento/museo “must”. Mi guardano interrogativi quando ammetto che a San Pietroburgo non ho visitato l’Ermitage, nello Yucatan non ho visto Chichen Itzà, ad Amsterdam non sono stata al museo di Van Gogh o a Isfahan ho mancato di vedere la Jameh Mosque! Magari capita anche a te quando dici che non hai visto la Statua della Libertà 🙂
    Io scherzando rispondo che lo faccio apposta, così ho un motivo in più per tornare nel paese in questione 😀
    Vagli a spiegare che se non hai visitato certi luoghi è perché magari ti sei fermata a prendere un caffè con una persona del posto o ti sei lasciata rapire dall’atmosfera di un parco che non è nelle guide turistiche…

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